sabato 22 settembre 2007

CU CANCIA A VECCHIA CCHA NOVA CHIU’ MALANNI TROVA

“CU CANCIA A VECCHIA CCHA NOVA CHIU’ MALANNI TROVA”




Caltaqua scrive ai cittadini gelesi: “AL FINE DI MIGLIORARE IL SERVIZIO AI CLIENTI E’ PREVISTO UN CALENDARIO DI INVIO TRIMESTRALE DELLE FATTURE”.


E’ QUESTO IL MIGLIORAMENTO CHE CALTAQUA PROPONE AI CITTADINI GELESI?? NO!!!!!

E’ UN MIGLIORAMENTO UTILE SOLAMENTE ALLA STESSA SOCIETA’!!!

Vuoi vedere che CALTAQUA ci farà rimpiangere quel carrozzone politico e clientelare che era l’EAS ? al peggio non c’è mai fine!!

L’afa di luglio ed agosto si porta dietro quel miasma di libeccio putrido lasciatoci dall’EAS che nel corso dei circa 60 anni di gestione idrica ha mitridizzato quotidianamente i cittadini gelesi, tanto da permettere al nuovo subentrante, Caltaqua, di continuare a darci acqua non potabile ma addirittura di elevare i costi alle stelle dell’erogazione idrica, atteso che, i cittadini di Gela, oramai assopiti da tali veleni e non ancora immunizzati contro i nuovi avvelenatori, si siano rassegnati alle prevaricazioni e all’arbitrio del nuovo gestore idrico.

Dall’Inferno dantesco dell’EAS passiamo al Paradiso della CALTAQUA.

Viviamo l’era dei nuovi opulenti bramini, la Casta, espressione del ceto sociale medio alto, formata da avvocati d’affari, maggiorenti politici nostrani di primo e secondo livello, finanzieri dalle dubbie origini, faccendieri, assunzione di parenti ed amici dei nostri amministratori, tutti quanti, messi al posto giusto per succhiare il sangue dei poveri e trarre il massimo profitto senza neppure il minimo sforzo. Alla faccia della questione morale della politica.
Bramini appiattitisi sull’economia capitalista del pensiero unico in cui si rileva con vivo trionfo, l’interesse particolare e privato su quello generale e pubblico; sfacciati, che mortificano ed umiliano i cittadini gelesi, i quali, per quanti sforzi di lavoro facciano, non reggono più il peso e la bramosia di lupi famelici il cui unico e solo obiettivo è: accumulare Soldi, Soldi, Soldi e piegare ancora una volta i già vessati cittadini gelesi alle volontà dei nuovi padrini e padroni.



Si!! L’acqua dovrebbe essere un bene comune, ma così non è. Essa è di proprietà del nuovo comitato di affari che riunitisi in conventicola impone distribuzione alla bisogna e prezzi esorbitanti ai salassati cittadini.
E’ cambiata la gestione, dall’EAS a Caltaqua con stile diverso ma con obiettivi identici: dissanguare i cittadini di un servizio che non hanno, e, come nella Sicilia del potere è sempre stagione di gattopardi: cambiare tutto perché nulla cambi.

Con stile diverso dall’EAS, più nella forma che nella sostanza, Caltaqua informa, i cittadini gelesi a mezzo di una missiva (nel mese di agosto quando la gente è in ferie), delle nuove condizioni di pagamento, chiedendo loro il corrispettivo di un presunto consumo di erogazione d’acqua relativamente al primo semestre dell’anno in corso e allegando alla missiva medesima l’emissione di fattura. Il gioco è tratto, le decisioni unilaterali sono state prese “dall’AUTORITÀ’ di ambito” , ai gelesi non spetta altro che mettere le mani al portafoglio e pagare. Ma pagare che cosa e quanto?

Caltaqua chiede di pagare “solo in questa occasione ed in via del tutto eccezionale” (SIC), (vorremmo capire qual è l’eccezionalità dell’evento) la “modica cifra” di € 80,71 relativamente ai consumi del primo e secondo trimestre del 2007; cosicché, per l’intero anno i cittadini dovrebbero sborsare € 161,42 che in termini comparativi con la vecchia gestione EAS risulterebbero lievitati a € 102,22, una maggiorazione di costo ingiustificato ed illegittimo. Se consideriamo poi che a Gela ci sono 20 mila famiglie l’introito nelle casse della Caltaqua risulterebbe complessivamente a € 2.044.440,00 (4 miliardi delle vecchi lire) senza alcuna giustificazione.

Caltaqua tenta di incamerare quanto più soldi possibili dai gelesi, senza che fino ad ora abbia creato e/o investito un solo euro per migliorare il servizio idrico, ma in virtù, presumibilmente di una vacua promessa di realizzazione di progetti e di sviluppo del servizio idrico per gli anni a venire.
Questa associazione, portavoce delle istanze dei più deboli e dei più bisognosi, nonché dei diritti per tutti i cittadini, vuole porre agli indirizzari in epigrafe la seguente riflessione:

Sono prioritari il superamento dei punti sottospecificati, e solo successivamente al reale miglioramento dei servizi si potrà discutere quale adeguamento economico corrispondere a Caltaqua.

a) ACQUA INDUSTRIALE PER USI CIVILI;
b) Mancata continua erogazione;
c) Addebito del costo idrico come da fattura, senza una preventiva lettura dei contatori;
d) Chi ha stabilito il prezzo e i criteri che ne hanno determinato il costo;
e) Termini di comparazione con le altre città della Sicilia;

Per quanto sopra riteniamo utile rilevare che l’acqua di Gela proviene dai cicli di lavorazione da numero 5 moduli dei dissalatori dello stabilimento. Acqua di mare che viene distribuita ai cittadini come potabile.






Essa risulta, dalle perizie eseguite da alcuni tecnici su incarico del Tribunale di Gela del tutto scadente, priva di sali minerali e che in mancanza di questi ultimi potrebbe comportare un reale rischio di malattie cardiovascolari; è torbida e surriscaldata, carente, manca di qualità organolettiche, maleodorante, vi è la formazione dei trilometani, nitriti e metaemoglobinemia con il rischio di contrarre malattie al sangue in quanto riduce ossigeno e induce a fenomeni di cianosi; presenta altresì eccessiva quantità di ferro. Acqua industriale convertita in acqua commestibile, mentre l’acqua proveniente dalle sorgenti naturali, quindi POTABILE è in uso allo stabilimento petrolchimico per raffreddare gli impianti. Evidentemente il costo per la salute dei gelesi è inferiore al costo dei processi produttivi dello stabilimento. (ma questa è tutta un’altra storia).

I cittadini gelesi rivendicano con viva forza la fornitura di acqua potabile 24 ore al giorno, e che venga data a pressione adeguata onde eliminare i serbatoi sulle terrazze degli immobili che deturpano l’immagine della città; non solo, ma per evitare la manutenzione degli stessi serbatoi che è stata anche causa di incidenti alcuni dei quali anche mortali.

Sul secondo punto, la Caltaqua non ha garantito continuità di erogazione; non c’è una fascia oraria, di giorno o di notte, nella quale ci si sente certi dell’arrivo dell’acqua. C’è invece discontinuità che crea, tra le altre cose, trascinamento di residui, i cosiddetti colpi di ariete che aprono falle e guasti a iosa alle condutture, danni e costi ingenti alle apparecchiature per il caricamento dell’acqua (motorini aspira acqua), e, per di più lo stress psicologico alle persone che per approviggionarsi dell’acqua devono, specialmente se di notte, stare svegli come quando si veglia il morto in casa.

Sul terzo e quarto punto, al danno si aggiunge la beffa! Caltaqua addebita il costo dell’acqua emettendo fattura senza che, alcuno degli addetti ai lavori abbia mai effettuato la lettura dei contatori. Ci si chiede, in base a quali criteri e/o metodologie scientifiche ha determinato tale costo, atteso che la precedente gestione EAS faceva pagare 59 euro l’anno per 80 mq d’acqua? Sarebbe auspicabile che dessero informazioni utili per giustificare il sovrapprezzo nell’ordine dei 2 milioni di euro chiesti, premesso che non risulta fino ad oggi un miglioramento dei servizi.

In ordine al quinto punto, sarebbe altresì auspicabile, che Caltaqua si adeguasse ai costi di gran lunga inferiori delle altre città, per citare un esempio, vedi la città di Catania il cui costo complessivo annuo è di €87,00, con la semplice differenza che i cittadini catanesi ricevono acqua potabile 24h al giorno e per tutto l’anno.

Per tutto quanto sopra esposto e denunziato, questa associazione, con gli estremi di urgenza

C H I E D E

al sig. Sindaco, quale garante della salute dei cittadini, tutore per la difesa dei diritti contro ogni sorpruso, per i poteri attribuitagli dalla legge, l’emissione di un’ORDINANZA SINDACALE DI SOSPENSIONE MOMENTANEA dal pagamento delle fatture emesse dalla società Caltaqua e di rinviare la querelle sorta con i cittadini ad un periodo successivo, atteso che l’imposizione al pagamento reca la scadenza del 27 Agosto 2007, mese in cui tanti gelesi non sono a conoscenza del misfatto della Caltaqua perché fuori città per ferie.



C H I E D E
Alle autorità in epigrafe, alla luce dei fatti narrati, di accertare, se da parte della società Caltaqua vi siano elementi giustificativi per l’aumento vistoso dei prezzi che si coniugano con la trasparenza degli atti, oppure, vi si ravvisano elementi di raggiro e/o truffa ai danni dei cittadini gelesi.

Ai sensi e per gli effetti delle disposizioni di legge, lo scrivente Orazio Consiglio, Presidente dell’Associazione A.G.E.A. chiede altresì che venga informato per una eventuale denegata archiviazione.

Gela lì, 9 Agosto 2007

Il Presidente dell’Associazione
A. G. E. A.
Orazio Consiglio

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